Il 5 febbraio si celebra la Giornata nazionale contro lo spreco alimentare, un’occasione per tornare a riflettere su un tema che riguarda tutti, ogni giorno.
Cos’è esattamente lo spreco alimentare? Sono tutti quegli alimenti che, pur essendo ancora idonei al consumo, non vengono utilizzati e finiscono nei rifiuti. Lo spreco può avvenire in tutte le fasi della filiera, dalla produzione alla distribuzione, fino al consumo finale.
Lo spreco alimentare, oltre ad avere un impatto negativo in termini di sostenibilità, amplifica un’ingiustizia sociale: mentre grandi quantità di cibo vengono buttate, molte persone vivono in condizioni di povertà. In Italia, una parte significativa della popolazione sperimenta difficoltà non solo nell’accesso al cibo, ma soprattutto a una dieta sana, varia ed equilibrata.
Ridurre lo spreco significa quindi non solo proteggere l’ambiente e l’economia, ma anche contribuire a una società più giusta e solidale.
In questo contesto, iCARE si inserisce applicando da anni la “Legge del Buon Samaritano”, dimostrando come il recupero delle eccedenze alimentari possa trasformare uno spreco in una risorsa: tutto quello che non viene sporzionato, viene rimandato da tutte le scuole al Centro Cottura, e conservato in contenitori termici per essere poi riconfezionato e consegnato alla Caritas Diocesana, al fine di sostenere la mensa serale della Parrocchia di Sant’Antonio, contribuendo a garantire pasti completi e di qualità a persone in difficoltà.
Come azienda che si occupa di educazione alimentare, crediamo che la prevenzione venga prima della gestione del rifiuto. Ed è su questo terreno che la collaborazione con l’Amministrazione Comunale, la Caritas Diocesana e Cibusalus diventa fondamentale.
Noi di iCARE, educhiamo alla solidarietà


